martedì 5 gennaio 2016

GIORNI DA GATTO

Ci sono dei rari giorni "pigri", dove una tranquilla comodità mi avvolge, una giornata tutta dedicata a me stessa, senza interferenze esterne. Li chiamo "giorni da gatto" e mi sento proprio come  il gatto che si gode il silenzio, il tepore e il non far nulla. Una classica giornata nuvolosa d'inverno, dove il grigiore del cielo non ti permette di spegnere la luce nemmeno a mezzogiorno.

Sono lì accoccolata sul divano con la copertina verde e marrone che mi copre le gambe  mentre pagine e pagine di un libro  scorrono davanti ai miei occhi,  immersa  nella lettura mi distacco dal tempo più invernale che mai: pioggia, freddo e vento. La luce della lampada illumina in parte la stanza e mi regala un'atmosfera pacata e tranquilla. Ogni tanto mi alzo per ravvivare e mettere legna sul fuoco, per poi ritornare alla lettura. Il romanzo  racconta una storia che mi trasporta in un altro tempo, nelle strade di un paese mai visto, dove parlo un'altra lingua e incontro persone nuove.  Non ho ancora compreso se è il libro che entra in me o sono io che entro nel libro. Sono giornate dove la bellezza dell’inverno non è solamente fuori ma anche all'interno della casa, dove tepore, quiete e pace sono “stati” costruiti attraverso il tempo. Questi “giorni da gatto” sono particolari, sono giorni dove riscopri  te stessa e la tua tranquillità,  in queste giornate  puoi sentire il sapore di ciò che sei. 

POESIA = EMOZIONI SOSPESE

La poesia non è solo un’arte ma un connubio tra cielo e terra, la delicatezza dell’essere, dove trovi la poesia? E’ la passione per l’arte della parola, strumento per ingentilire gli animi, fiore del cuore profondo. Il “sentire” magico della poesia.  Dove trovi la poesia nella quotidianità? Non serve la rima per sentire la poesia né per viverla, non servono carta e  penna, serve un risveglio, un’apertura radicale nel modo di guardare il mondo.
La poesia dice ciò che è stato in una forma di delicata nostalgia: una storia  che finisce, l’emozione dell’attesa, il ricordo di una voce, una felicità inattesa, la gioventù ormai passata………………………
La poesia dice ciò che sarà in una forma di ottimismo radicato nella bellezza e speranza: come sarà il  domani, cosa farne dell’amore, dove mettere la passione…………….

La poesia del presente è un atto di bombardamento emotivo del profondo che risveglia quelle parti addormentate di  un labirinto cosmico di forme e colori, in rare forme di acquarelli senza fine oltre il pensiero stesso. L’espressività dell’essenza stessa in fugaci corse di un’obblio dimenticato.  

sabato 14 novembre 2015

FOG


Un bellissimo autunno quello che sto vivendo quest'anno! Caldo e avvolgente, con la persistenza dei colori e la palpabilità dell'aria. Ma la cosa che mi ha sorpreso di più è il ritorno della nebbia, erano anni che non si vedeva così fitta, almeno dalle mie parti. Ed eccola qua! stamattina sono uscita per passeggiare nella nebbia, infinitesimali goccioline che aderivano al giubbotto imbottito e sulla faccia, gocce che cadono dalle foglie ingiallite degli alberi e il suono ovattato della campana della chiesa che rintocca da lontano. L'effetto nebbia riporta tutto quello che vedi in primissimo piano per poi dissolversi altrettanto velocemente. Mi riporta indietro nel tempo quando per andare a scuola dovevo camminare per strade immerse nella campagna e nella nebbia, a volte così fitta da perdersi. Dove il freddo passava attraverso sciarpa, cappello e capelli inumiditi si appiccicavano al viso. Hai la sensazione di essere dentro ad un sogno,  sei dentro  a questa familiarità  con la sensazione d’irrealtà.
Nei dintorni di Bergamo



Sicuramente dover guidare per ore con la nebbia non è divertente, richiede prudenza, non vorremmo proprio che esistesse! La   natura si esprime in tantissimi modi e la nebbia ne fa parte, magari  possiamo prenderci la giornata con più calma, cambiando il nostro modo di vedere le cose, non come un impedimento o un contrattempo ma come una pausa, un rallentamento naturale e magari usare la fantasia tipica che spesso usano i bambini quando giocano. 

martedì 10 novembre 2015

PASSEGGIATA OLFATTIVA

Un pomeriggio semplice tra amici e nuove conoscenze. Una domenica diversa. Una passeggiata olfattiva tra "cose" che tanto amo: i profumi. Qualcosa che mi arricchisce interiormente, che mi riporta indietro nel tempo a ricordi e solletica la mia memoria. Un nuovo modo per coccolarsi e  nello stesso tempo appagare un senso spesso bistrattato da artifici molto commerciali e banali che tolgono molto alla scoperta del risveglio della propria percezione. Passeggiare tra i profumi, ascoltare storie e personaggi, inebriarsi.........Tutto è nato per caso, da una amica con la stessa mia passione e la scoperta di questa profumeria artistica. Si dimentica a volte che l'odorato è il senso con maggiori potenzialità, quasi un senso dimenticato al giorno
d'oggi, eppure non odorare significherebbe non respirare. L'odore forte del caffè al mattino o l'odore della terra appena bagnata dalla
pioggia, l'odore dell'erba selvatica, l'odore della vernice fresca sul muro,
l'odore di salsedine quando si cammina sulla riva del mare e perfino il vento ha un suo profumo particolare: a volte sa di neve o di mare o di pioggia. Conosco una persona rimasta orfana a otto anni della madre, conserva ancora tutti i suoi vestiti nell'armadio del genitore.Quasi fosse un altare, nonostante siano passati più di trent'anni. Ogni tanto lo apre per odorare.....così che i ricordi possono a loro volta essere profumati.

domenica 20 settembre 2015

IL CANTO DEL VENTO


 Il cielo è di un purissimo azzurro, il sole brillante e il vento suona la sua canzone. Basta ascoltare, andare in un luogo isolato e ascoltare la sua musica. La brezza fresca mi accarezza i capelli, il viso, i piedi. Cammino e mentre lo faccio non posso fare a meno di pensare che sono immersa in questo suono. Vibra sulla mia pelle, mi accarezza e ho la sensazione di abbracciare un vecchio amico che non vedevo da tempo. Come si fa a non sorridere davanti a tanta bellezza? Oggi è così, tutto coincide per quest’incontro, per questo suono.  I ricordi affiorano, le sensazioni si scoprono, il cuore si allarga. Perfino il respiro è gioioso!  Mi fermo sotto a delle querce e, con il naso in su, guardo le chiome che si muovono, il luccichio delle foglie illuminate dal sole. nessun rumore se non il vento. Non sono tante le giornate così, giornate perfette per una canzone del tutto naturale senza altri suoni di sottofondo. Si va a teatro per sentire e vedere gli artisti e la loro arte ma per sentire musiche uniche e irripetibili ci si inoltra nel silenzio della natura. Come
guardare il vento? L’invisibile, lo puoi vedere nel suo passaggio, quando tocca ciò che trova, indomabile e senza luogo, sempre in movimento……il vento esegue il suo canto.

giovedì 3 settembre 2015

CHIMERE


"Le nostre chimere sono quel che più ci rassomiglia"
                                                          da i miserabili di V. Hugo


Chimere: sogni irrealizzabili.
Cosa fai dei sogni che non riesci a realizzare? Come possiamo definirlo il tempo per l'attuazione di un sogno? Tutti abbiamo dei sogni ma quanti di questi sono chimere? Qualcosa che non si realizzerà mai. "La coscienza è il caos delle chimere, delle brame, dei tentativi; la fornace dei sogni; l'antro delle idee vergognose; il pandemonio dei sofismi; il campo di battaglia delle passioni"  dice V. Hugo.
Raccogliere chimere, raccogliere i sogni irrealizzabili, sogni che fanno parte di un'era e confrontarli fra loro, scoprire che molti sono uguali o simili. Ognuno di noi ha dei sogni che ritiene chimere, qualcosa che conserva nel proprio intimo e non rivela a nessuno. Tiri con l'arco verso un bersaglio invisibile perchè troppo distante per vederlo. Alimentarli  nella speranza.  Speranza che qualcosa o qualcuno possa modificare la linea di percorso della propria esistenza.
Qualcosa che riguarda sempre il futuro e non il presente, qualcosa per aggrapparsi, per non cadere, per non perdersi. Alcuni sono davvero delle chimere, dei sogni irrealizzabili, delle astronavi spaziali che ti portano lontano su pianeti abitati da persone che, come te, hanno lo stesso sogno.
 Chimere nascoste, a volte abbiamo persino paura di parlarne, di sentirne il suono, di dar loro una forma, di  impregnarli di una sorta di una qualche sostanza che li possa rendere materiali, palpabili. Chimere bloccate, spesso a bloccarci è la paura ma spesso è la disillusione, pensare che non abbiamo bisogno di sogni per vivere perchè la concretezza non può far male, non fa soffrire. E allora rimaniamo così, in una bambagia fiorita di certezze. Ma siamo sicuri che le certezze non siano a loro volta delle illusioni?
"Il paese delle chimere è, in questo mondo, l'unico degno d'essere abitato"
                                                                           Jean-Jacques Rousseau
                                                       tratto da Le fantasticherie del passeggiatore

martedì 25 agosto 2015

LASCIARE ANDARE

Ci sono degli oggetti, dei pensieri, delle persone, delle situazioni che fanno parte della nostra vita per un certo periodo di tempo poi o si perdono o si regalano o si buttano o si trasformano. La modificazione interna porta inevitabilmente con sé dei cambiamenti esteriori: nel comportamento, nel pensiero, nelle credenze, nei colori che ci circondano o che vogliamo indossare, nei luoghi in cui vogliamo vivere, compresa la nostra casa e anche degli oggetti che sono nella nostra quotidianità. Fare pulizia, “lasciare andare”, ogni tanto fa bene! Buttare fotografie che sentiamo non rappresentarci più, fa bene! Vecchie lettere, soprammobili, libri o quaderni, abiti o maglioni non perché non sono più di moda ma perché ci ricordano un tempo passato che ormai non rappresenta più niente per noi, fa bene! Restiamo vincolati al passato anche con gli oggetti. Liberarci, alleggerirci vuol dire anche modificare pensiero e attaccamento. Cosa può essere di più innovativo di una forma di nuovo pensiero? Un nuovo modo di vivere e di vedere ma anche di un nuovo modo di fare pulizia. Capita di farlo inconsapevolmente oppure con un solo oggetto. Ultimamente mi è capitato di farlo molto più di frequente e rimango sorpresa quando, guardando in certi cassetti, trovo segni di un passato che ormai non esiste più, magari da una decade e mi sorprendo di averlo tenuto per così tanto tempo! Tempo fa ho “lasciato andare” alcune cose portandole al mercatino dell’usato. Terapeutico non è solo “lasciare andare” a livello interno ma anche l’azione che l’accompagna ha una sua fondamentale
importanza. Vale anche per certi ricordi ai quali siamo o rimaniamo aggrappati, illusioni che ci portiamo dentro per anni. Come se dietro di noi, attaccato alle nostre caviglie, ci fosse un carretto dove buttiamo tutto ciò di cui non vogliamo separarci e col tempo diventa talmente pesante che ci fa rallentare. Pulirci richiede tempo, pazienza e amore. Amore nel ”lasciare andare” proprio perché non sono più. Hanno fatto parte ma non SONO PIU’. Per abbracciare il nuovo dobbiamo amare ciò che è stato e lasciarlo andare.

venerdì 21 agosto 2015

UNA SILENZIOSA GIORNATA

Ci sono giorni dove le parole rimangono imprigionate all’ interno, dentro di me, profondamente. Non trovano la strada per uscire. Giornate dove il suono vocale rimane inutilizzato eppure, nel mio circuito interiore, c’è un dialogo continuo. Un continuo rimescolio di suoni e di concetti, a volte difficili da esprimere. Non perché non ci sono parole ma per l’esperienza del concetto in sé. Vuoti che si riempiono o più semplicemente: se io sono un castello sto creando una nuova ala e inizio con arredare una nuova stanza. Giorni dove il tuo silenzio è incompreso dalla maggior parte delle persone, imperscrutabile  da chi ti gira intorno, armonico per chi, come te, viaggia sulla stessa onda. Queste giornate sono uniche e hanno una ricchezza inimmaginabile. Avere tutta una giornata è raro ma ricavare delle parti nella stessa è più facile. Perfino il telefono rimane muto ma tutto l’universo è lì con te. Dormire non rende produttivo il proprio tempo!  Vero, eppure non sempre il muoversi vuol dire essere svegli. Oggi è una giornata così….semplice, almeno per me lo è! Lo sguardo si perde nel paesaggio al di là della finestra e tutto assume il ritmo pacato della tranquillità.  Per me la tranquillità è un bellissimo lago senza increspature, dove puoi riflettere la tua immagine nello specchio d’acqua. Guardarsi senza paura, senza il timore di spaventarti per ciò che trovi o potresti trovare. Molte immagini che sovvengono sostituiscono le parole, sono simboli che vanno interpretati nel modo corretto. Un’esistenza quanti giorni di risveglio ha?  


domenica 16 agosto 2015

NAVIGO SENZA BUSSOLA

Scorrono le immagini, come un film o una serie di fotografie in sequenza, ondate, come la marea che sale e scende. La percezione costante è una percezione costante….non si ferma mai, un continuum che lega passato presente futuro. Captare non è percepire!  Cosa fa di una vita un’esistenza? E’ solo perché sono al caldo? Sono solo i giorni di vacanza? I figli o un conto in banca? Quali sono i credo indottrinati che ci portano a credere che stiamo vivendo davvero? La domanda che spesso mi pongo è  “cos’è l’amore?”  siamo davvero convinti di conoscerne il significato? A ogni passaggio in avanti che faccio poi mi ritrovo con la stessa domanda,
dove non c’è una risposta esterna ma una nuova incredibile scoperta interna. Questa domanda non è lontana dalla propria forma interiore del momento, dalla consapevolezza di esistere come fine dell’esistenza stessa. Ma allora che senso ha la domanda?  Mi viene in mente una ricerca senza fine, come un pirata che naviga nell’ infinito alla ricerca di un tesoro munito solo della mappa ma senza una bussola che ti indica la direzione!  Ogni volta che mi ritrovo questa domanda alla mente è perché non ho una risposta ma invece una nuova considerazione della vita che sto vivendo, un'ottima considerazione e un buon punto d'osservazione. E questo sembra sufficiente per adesso anche se so che presto la domanda riaffiorerà all'orizzonte.     









martedì 11 agosto 2015

SCOPRIRE LA MAGIA NEI LUOGHI

maremma toscana
Quand’è che scopri la magia di certi luoghi? Cos’è che fa diventare una via, una città, una montagna magica? Quando ho visitato un’importante capitale europea per la prima volta, avevo un formicolio su tutto il corpo, una sensazione estatica di bellezza mista a meraviglia. Camminavo per la città e facevo foto ad ogni cosa o luogo, volevo portare con me quello che sentivo in quel momento.  Quando sono ritornata a casa quella sensazione è rimasta con me per molti giorni. Con il tempo ho imparato che non servono le foto per ricordare la percezione provata, anzi spesso torno da un viaggio senza aver fatto nemmeno una foto, tanto sono concentrata in ciò che sento. Per esempio, in un’altra città europea, 
nella laguna veneta sono arrivati i fenicotteri
sono rimasta affascinata dalla magia  delle sue vie d’acqua. In Toscana ho trovato la magia nella sua campagna, nei colori delle colline e dei suoi profumi, ma anche in alcune vie di città come Siena o Firenze. Ho scoperto che la magia non viene dal luogo in sé ma da ciò che percepisco del luogo, anche dalla gente che vi abita, che risiede in quel luogo. All’improvviso è come se dei fili invisibili attraversassero il mio corpo per poi disperdersi intorno a me. Una  sorta di collante armonia al luogo, sento l’appartenenza , sento la magia. Non sempre è tutto così immediato a volte ci vogliono dei giorni, altre volte non c’è sintonia tra me e quel posto. Una cosa che attira la mia attenzione è il silenzio. Ogni posto ha il suo silenzio, i suoi suoni. i suoi odori e i suoi Deva. 

domenica 9 agosto 2015

DIRLO CON I FIORI

Mi piacciono i fiori, mi sono sempre piaciuti. Mi piace guardarli e sentire la loro fragranza. In questi ultimi giorni guardo le cose in modo diverso, non con la frequenza di sempre ma con una nuova. Sono ancora alla ricerca del mio significato di esistenza, perché in questo ultimo anno è cambiato. Cambia, perché il segreto sta nel rinnovamento,  modificare il movimento  acquisito in un nuovo movimento e l’unica certezza ora sta “nell'espressione” dei fiori. Un linguaggio antico ma con nuove forme espressive e concrete. Un nuovo ripostiglio dove prendo ciò che mi serve o può servire. Mi arrivano messaggi da tutte le parti e, a volte, anche in forme strane. Basta saper guardare, basta saper aspettare……ci vuole pazienza…… ci vuole volontà….a volte  stare fermi, immobili nel proprio vuoto porta a delle vie nuove. Momenti dove butteresti all'aria tutto per rigetto, per protesta, per abitudine. Per portare dei cambiamenti nuovi, bisogna essere disposti a buttarne via alcuni dei vecchi, buttarli davvero!  Per il mio compleanno tra i molti regali ce né stato uno particolare: un libro sul linguaggio dei fiori. Mi ero ripromessa di leggerlo mentre sono in vacanza………ho scoperto che i fiori non sono mai offensivi né svalutativi nel loro significato ma esprimono diverse emozioni, anche di dissenso o rifiuto con la loro bellezza e colore. Perciò perché non prendere spunto da tutto questo? Così mentre vagabondo nelle mie vacanze, prendo appunti su un notes di riflessioni su cui puntare l’attenzione, mentre passeggio per città sconosciute, osservo i giardini delle case con le piante e i fiori. Persino in quelli trascurati la natura ha un suo ordine estetico.

giovedì 16 luglio 2015

ARTISTI DEL PASSATO E DEL FUTURO

In un caldo pomeriggio d’estate, immersa nella folla delle vie del centro di Milano riflettevo sulla mostra che avevo appena visto. Un’immersione nel passato e nel rinascimento, l’idea di un genio nell’osservare la natura e le sue forme di luce ed ombra. Schizzi di prospettiva, colori vividi su uno sfondo scuro."La pittura è una poesia muta" dice Leonardo da Vinci. L’arte è una bellezza interiore espressa su una tela bianca che parla per secoli e ad ognuno si rivela in modo differente, fa provare emozioni differenti. Camminavo nelle sale del Palazzo Reale di Milano guardando gli schizzi di Leonardo da Vinci e non potevo non ammirare il genio e la sua genialità.  Non molto tempo fa ero andata a vedere una mostra permanente in una bellissima villa settecentesca, Villa Panza a Varese. La camera bianca di Turrell, entri proprio nel vivo dell’opera. La sensazione di essere sospesi all’interno di un colore, che cambia in modo costante e si perde completamente la dimensione spaziale. Artisti del passato e del futuro sono la parte innovativa della nostra essenza perché esprime ciò che siamo o che siamo stati, ci collega alle origini delle sensazioni e percezioni.
SCULTURA VILLA PANZA
SCULTURA VILLA PANZA

GIARDINI VILLA PANZA

mercoledì 15 luglio 2015

VESPARADUNO

tutti insieme all'arrivo!
vespa di paola
Una calda domenica di luglio, un vesparaduno internazionale e un nuovo record da battere. A Castelnuovo di Don Bosco 1200 vespisti tutti in fila aspettando il loro turno per mettersi in posa per la foto. Una parola da scrivere su un prato e dal significaato speciale per chi ha questa passione nel cuore. Ultimamente la vespa la si vede spesso anche nelle pubblicità in tv. Ognuno ha il proprio modo personale di adornare la vespa e la fantasia di certo non manca, se ne vedono molte e di argomenti diversi ma quello che più va di moda è "animalier" come la vespa della mia amica Paola: preso spunto dal   bianco e nero, sono i colori che preferisce in assolutoe e tira fuori il meglio della propria creatività...........mi piace la vespa, trovo che ha un che di romantico e sportvo nello stesso tempo, ha un sapore di giovinezza e spensieratezza.
il risultato finale

mercoledì 8 luglio 2015

PROFUMO DI FIORI SELVATICI, PROFUMO D'ESTATE



campo di fiori di carota
Cosa rende le giornate d'estate profumate? Guardo i campi incolti coperti di fiori selvatici, cammino per le vie lontane dal centro, immerse in giardini verdi con fiori dai colori brillanti,  o vicino a campi coltivati di granturco o altro, l'odore dell'erba appena tagliata, eppure devo fermarmi per annusare l'aria, che in questa stagione ha una sua caratteristica ben precisa che si sente perfino nelle giornate di pioggia. Quando sono in auto non posso fare a meno di abbassare i finestrini e l'aria intrisa di caldo, di terra, di erba e di fiori entra ad ondate. Profumo d'estate, la mia memoria olfattiva mi riporta ad alcuni momenti  dell'infanzia passati dagli zii che vivevano in campagna, alla raccolta della frutta matura, ai pranzi su un telo steso sull'erba sotto una pianta mangiando pane e pomodoro o un pezzo di pizza fatta il giorno prima. I profumi dell'estate variano da regione a regione, da stato a stato, ognuno di noi ha i propri che si mescolano a volte con i ricordi. Spesso raccolgo dei fiori che trovo vicino a casa, creo un mazzolino che metto in soggiorno, sono fiori semplici ma non per questo meno belli, una creazione perfetta comunque la si guardi. Questa semplicità naturale mi riporta a ritmi che ricordavo non esserci più. 
Ci sono giornate in cui,se non c'è troppa afa o troppo caldo, sotto al portico di casa assaporo il tramonto e i suoi colori. E ogni tanto vedo un insetto colibrì, piccolissimo che vola veloce sui fiori di  gelsomino.
L'estate non è solo creme solari, mare e vacanze. Ascolto alcune persone e sembra che la loro estate sia solo il tempo della vacanza, il resto non c'è! Che peccato, non sanno cosa si perdono.....

cardo asinino e l'insetto colibrì


lunedì 26 gennaio 2015

COMPLETEZZA

"è inutile che ti completi: nessuno completa nessuno. Devi essere completo da solo per poter essere felice"
                                                                         ERIC FROMM






La completezza non arriva da fuori, dall'esterno, dagli altri. Non è dipendere da cose o persone, pur amando e vivendo in un contesto sociale dove influenzi e sei influenzato a tua volta. E non so nemmeno se arriva! Credo  si diventi completi con l'esperienza, la pazienza, la costanza, la perlustrazione della propria interiorità che dividi in scomparti ben delineati, tutti in fila e ordinati, per poi unificarli in un insieme "pezzo unico", quindi completo. Scoprire la propria semplicità armonica, la propria saggezza nascosta, il proprio raffinato umorismo, la regola del tutto nel proprio silenzio. E' un senso di appartenenza alla madre terra, la responsabilità del significato della tua esistenza, dove non è sufficiente dire "io sono qui, respiro e vivo" ma un riempimento affettivo e di considerazione per ciò che hai, e non parlo solo della materia, per ciò di cui hai bisogno e per ciò che rappresenti di fronte a te stessa. Cambi il modo di pensare, non più in piccolo, non più ristretto alla limitazione dell'esterno ma ampliando la visuale della tua dimensione. Ad un certo punto smetti di cercare qualcosa fuori per scoprire dentro, ma proprio in fondo, un lume che poi diventa una lanterna che poi diventa un faro radunando man mano i pezzi sparsi di te e ti riappropi di un'abbondanza che non credevi di possedere. Si potrebbe pensare che una volta raggiunta la completezza tutto finisce li, siamo a posto non c'è più nulla che possiamo fare, ma raggiunto un traguardo bisogna mantenere ciò che si è acquisito in maniera costante e il completamento non è altro che una nuova forma che va, di volta in volta, rivisitata per mantenere l'equilibrio dei processi interiori.

domenica 21 dicembre 2014

VOLO SU UNA MONGOLFIERA


Non indietreggio e non mi chiudo solo perché tu non mi vuoi. Non smetto di parlarti solo perché ti senti offeso o poco compreso e non considerato e come soluzione mi scacci dalla tua esistenza! Il tuo ricatto morale, la tua ripicca messa in atto solo perché vuoi ferirmi da qualche parte e vuoi farmi star male come stai tu, non c’è! Non sto male ma ho compassione per la tua piccolezza, la tua bassezza consapevole o non consapevole. Mi domando: ma dove vuoi andare? Qual è la tua direzione? Non posso che ringraziarti per avermi fatto vedere altre parti di me e per avermi aiutato, con il tuo atteggiamento “infantile” a fare un passo avanti nella mia crescita evolutiva. Spesso non sappiamo cosa farcene di ciò che ci viene detto, molto spesso lo buttiamo da qualche parte dentro di noi, in una cantina buia o in una soffitta polverosa dove rimane lì per secoli a impoverire il nostro essere. Invece voglio volare e andare in posti che non ho ancora visto e conosciuto, come su una mongolfiera, sospesa nel vuoto, dove lo spazio non ha confini e qualsiasi direzione va bene perché mi porta esattamente dove voglio andare…….Il diritto all’esistenza è sacro per ognuno di noi, non mi aspetto da te nulla di più che la comprensione a questo diritto che è tuo quanto mio! I blocchi che abbiamo nella vita ritornano in modo ciclico per portarci lì, dove dobbiamo lavorare di più. Quando indietreggiamo non sempre rimaniamo nel punto di prima, una piccolissima sfumatura cambia la percezione della nostra esistenza in un passo in avanti. Tu puoi aver fatto un passo nella direzione che solo tu puoi conoscere. A mia volta, io, ho fatto un passo nella direzione in cui volevo andare e ne sono felice. Per questo motivo ti ringrazio e ringrazio l’universo per ciò che ho imparato oggi.

martedì 11 novembre 2014

QUALE TAZZA SCEGLI?

Ero in giro per negozi, in una giornata così, senza idee particolari. C'era un qualcosa che girava nella testa ma non aveva ancora una forma ben precisa.  Provavo un desiderio, una voglia di cambiamento e di colore. Volevo qualcosa di nuovo per la mia casa, un'allegra diversità quotidiana, semplice e veloce da realizzare. Mi ricordo che l'idea mi  è venuta così, lì per lì, guardando delle tazze che stavano sullo scaffale di questo negozio. Tutte in fila e in bella mostra, mi aveva colpito la diversità dei disegni e dei colori. Mi sono ricordata di tutte quelle che avevo a casa: alcune erano un regalo di natale, altre di compleanno, altre le avevo comperate, alcune le ho ereditate, altre recuperate dalla  credenza di mia madre, tirando fuori qua e là  mi è venuta quest'idea e invece di tenerle tutte  ben stipate, ho deciso di metterle sulla piattaia, in bella mostra nella mia cucina. Praticamente una "tazzaia"! Ma la domanda è  "quale tazza scegli?" perché ho pensato che fosse divertente, ogni mattina scegliere una tazza diversa per fare colazione o alla sera, dopo cena bere una tisana, in una tazza sempre diversa. E chissà, magari ne arriveranno delle altre!

lunedì 10 novembre 2014

COMPAGNI DI BANCO

Da un po' di tempo eri entrato nei miei pensieri, come il campanello che suona la ricreazione. poi il rivederti all'improvviso davanti a casa mia non mi sorpreso affatto. Mi aspettavi appoggiato all'auto, con il riflesso del sole sui capelli oramai ingrigiti dal tempo e il sorriso aperto, come sempre, come allora, quando adolescenti eravamo compagni di banco. Molto spesso ti nascondi dietro un velo opaco. Non è sempre splendido ciò che penso di te e, a volte, non condivido nemmeno le scelte che fai,  questo porta in me un continuo raffronto con la mia paura più profonda e con una voglia di riuscire, sempre più grande, ad essere ciò che voglio essere. Tratti di vita passata emergono dalle caverne di un tempo che esiste solo nei ricordi. Vedo, voglio vedere e non voglio vedere. Abbiamo studiato, riso, condiviso e parte della nostra adolescenza rimane in semi interrati chiusi da un lucchetto che solo noi possiamo aprire. Riprendiamo il discorso come se l'avessimo interrotto appena ieri e inizi con il raccontarmi del tuo nuovo rapporto sentimentale, del tuo lavoro, dei tuoi figli, della tua vita.
" ma quando pensi di fermarti?" domando sorridendo
"mai!"  E come allora, parliamo per ore e ore fino allo sfinimento. Per poche ore ritorniamo ragazzi e, insieme a tutto ciò, ritorna alla bocca un gusto strano di crema alla nocciola e pistacchio. Un forte strano sapore che, mescolato insieme, mi ricorda noi ai tempi delle superiori quando stavamo in due  sul "vespino" per andare al centro sportivo: tu per la scherma e io per il pattinaggio. Spesso parlavamo di un futuro così lontano ed ora eccoci qui.......
Una bella mattina d'inverno sei arrivato a scuola dicendomi:
"aiutami a conoscerla!"
Lei, la biondina della seconda B, piccola e minuta con grandi occhi castani. Per poi ritrovarti dopo sei mesi a piangere sulla mia spalla perché lei ti aveva mollato! Eravamo perfino nella stessa "compagnia", e  la tua passione per la chitarra? Quella c'è sempre, qualcosa che non abbandoni mai, nonostante il tempo che passa. Ci chiamiamo ancora con quei soprannomi che c'eravamo dati da ragazzi, ma oramai il loro significato non c'è più.









lunedì 15 settembre 2014

IL DILEMMA DI V

Mia cara V, sono proprio le affermazioni negative degli altri a farci fare azioni o a spingerci avanti e a dimostrare esattamente il contrario, ciò che importa è che la dimostrazione riguardi te e solo te. Purchè la sfida sia solo con te stessa, il metterti alla prova. Ci sono momenti nella vita, in cui queste situazioni arrivano per darci la spinta che mancava mentre altre volte ci fermano. Bisogna sempre aver davanti il proprio limite e non impuntarsi nell'orgoglio, possiamo vivere di sogni ma anche di bugie. Spesso raccontiamo a noi stessi  mezze verità e così non siamo mai nel posto giusto al momento giusto. Accogli ciò che ti viene dalla vita come una risorsa per migliorarti e impara a comprendere dove inizi tu e dove inizia il tuo ego.
E' come leggere un libro seduta su un prato appoggiata ad un tronco d'albero, con una tazza di thè in mano. Mentre leggi, gusti la tua bevanda, sei concentrata nella lettura e non ti accorgi di nulla. Un soffio di vento agita le fronde e alcune foglie ingiallite cadono a terra. In quel momento ti rendi conto che è autunno e non te sei resa conto prima, ma il tempo è passato.......ora anche tu sei nell'autunno della tua vita e il pensare di aver  sprecato del tempo quando potevi vivere meglio è il dilemma di tante persone, senza accorgerti stai facendo pulizia dentro di te ma non pensare che hai buttato del tempo inutilmente, perchè tutto serve per crescere interiormente. Pensa che l'autunno è una stagione ricca di colori e di frutti, puoi ancora assaporare dei gusti nuovi e rivedere le tue priorità e i tuoi desideri.

domenica 14 settembre 2014

ALCHIMIA INTERIORE







Parlo di un’alchimia profonda, spazi che non ho mai visitato. Movimenti interni definiti con una loro dimensione ben precisa, appartengono al corpo e sono collegati da tunnel sotterranei dove per andarci devi sprofondare.
Alchimia interiore, di movimenti, sensazioni, ricordi e paure troppo profonde per riuscire a galleggiare. Così tutto diventa chiaro, lucido e riconosco, in questo momento, ciò che sono e dove sono. Riprendo “animo” e rivedo tutto quello che ho passato in questi mesi, anzi in questo anno e il contributo nella mia crescita. Non si tratta di vedere ma di percepire/sentire e riconoscere quella  “cosa”, c’è ma non è  te, che ti accompagna per un po’. Imparare per poi disimparare quasi subito. Basta rinunce!  Cos’è vivere? Tu lo sai?
Il piede che mi fa male, l’intossicazione, le cadute e i punti al pronto soccorso, un fermarsi costrittivo………..per riflettere e lasciarsi andare, non programmare perché tutto va come deve andare.
Da troppo tempo, ormai, nella mia mente ri-suona un motivetto allegro che contiene delle parole e una di queste è un colore. È un incoraggiamento ma anche un suggerimento a non fermarmi dove sono, camminare sempre, un passo dopo l’altro…….
Vado dove voglio e non dove vuole la materia perché io, ora, so chi sono.